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"Una domanda: e se poi ti stancassi di me?" disse interrompendo il solito silenzio mattutino.
Era domenica mattina, lei nel mio letto dalla notte precedente, i vestiti sparsi per tutta la camera e due sorrisi che spuntavano dalle nostre due bocche.
“Tu hai sempre queste idee quando siamo a letto? Sei strana” le dissi fissando il solito soffitto bianco.
“Perchè c’ho pensato e io mi vedo come una delle tante, sono solo una fra milioni e poi perchè proprio io? Non ho nulla di speciale da poter dire “Ne valgo la pena”” disse toccandosi le mani e cercando di togliere qualche pellicine rimaste fra le dita.
“Se devo dire la verità, sei una fra miliardi e a parer mio, quel piccolissimo e, secondo te, insignificante numero, mi sta riempiendo il cuore. Non mi servono milioni e milioni di ragazze quando ne ho una che fa per miliardi.” mi sorrise, ma non ne fu ancora convinta.
“Non hai però ancora risposto alla mia domanda…” disse togliendosi dal mio petto e posizionandosi in modo da fissare il soffitto bianco.
“Quale domanda?” chiesi.
“Una domanda: e se poi ti stancassi di me? Ecco, questa. Rispondi” disse.
Rimasi un minuto a pensare, non se mai mi stancherò di lei o se un giorno me ne andassi perchè non provassi più nulla per lei, rimasi semplicemente a pensare.
“Ecco, te l’ho detto, non ne valgo la pena” disse alzando un lenzuolo per andarsi a vestire.
In un secondo feci uno scatto, le salii sopra, le tirai giù la mano con il lenzuolo, la guardi negli occhi e la fermai.
“No, tu ne vali la pena. Per te vale sempre la pena. Quando ti infastidisci, come adesso, cerchi di scappare dai problemi, ma ora sei qui, sguardo contro sguardo, occhi con occhi e non puoi scappare.
Quando invece hai paura, come prima, ti mangi le pellicine delle mani e delle volte nemmeno i miei abbracci ti bastano per fartela passare, ma amo quando anche dopo quell’abbraccio mi guardi negli occhi e continui a mangiartele.
Quando invece sei gelosa, cerchi di farmi ingelosire a tua volta, ma sai che non ci riesci.
Allora vieni da me, cominci a prendermi a sberle e mi ripeti che tra noi è finita, mentre stai aspettando solo un mio fottuto abbraccio, infine quando ti fermo e te lo do, ti sciogli.
Quando invece sei felice, rendi felice anche me e sorrido, questo solo perchè sorridi anche tu e secondo me, c’hai il sorriso più bello del mondo” chiusi gli occhi e la baciai, quando li riaprii, eravamo felici.

ricordounbacio

"Quando ti iscrivi a tumblr per la prima volta e poi lo abbandoni perché non ne capisci un granché, non ti rendi conto di cosa hai perso.
Se ti iscrivi una seconda volta, allora diventa la tua seconda casa.”

Io vedo tumblr così.
Certo, come in tutte le famiglie ci sono sempre quelli che ti criticano e giudicano, ma alla fine, ci si vuole tutti bene.
Ahahahah no ok, l’ultima parte era una cazzata enorme.

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"Se ti chiedessi di darmi il numero da 1 a 10, quali imiteresti?" Mi chiese mentre stavamo tornando a casa dal ristorante.
“Dio, 10 ovvio, che domande”esclamai sorridendole.
“No, seriamente.. Pensaci, non mi offendo e vorrei che mi dicessi la verità!” disse senza che io potessi aggiungere altro.
Stemmo in silenzio in macchina, finché non la accompagnai a casa sua.
“Buona notte allora, a domani” le dissi strappandole un bacio dalla bocca.
“Buonanotte scemo” mi sorrise.
“Sempre 10” le dissi e lei sorrise.
Andai a casa e ci pensai per tre ore, più esattamente per tre ore e quarantasette minuti.
Non è facile dare un numero ad una persona, basandosi solo su dieci numeri.
Erano le due del mattino e ancora non riuscivo a prendere sonno così mi alzai dal letto e mi misi a scriverle una lettera:
“Non so esattamente cosa stia scrivendo o perché lo stia facendo, spero solo che mi aiuterà a capirne di più su di noi e sul numero che dovrei darti.
Spero allo stesso tempo, di riuscire a chiudere occhio, perché non riesco A non pensare ad altro che a quella domanda.
Dimmi, come si fa a dare un numero ad una persona?
Tu non puoi scegliere, cioè, è una cosa insensata, però ora voglio provarci, seriamente.
10 deve essere l’eccellenza ti ovviamente l’1 è il suo contrario.
Si comincia ad arrivare alla sufficienza, vera, al numero 6 e sicuramente tu sei oltre a quello.
Facciamo così: partiamo del numero 5, è una via di mezzo.
Sei testarda, non mi ascolti mai e quando ti parlo sempre il contrario.
Facciamo che sali a 6 per questo. Perché? Semplice.
Se mi ascoltassi sempre, saresti una persona completamente noiosa e quindi è un vantaggio.
Sei.
Non ti piacciono i miei gusti musicali e solo per questo dovresti scendere a meno 10, inoltre non ti piace la cucina straniera, ma ti piace quella piccante.
Abbiamo gusti completamente diversi e per questo sei diventata un 7 1/2.
Perché? Per il semplice fatto che se avessimo gli stessi gusti, non avremmo nulla su cui discutere.
Sette e mezzo.
Quando mi vedi con un’altra ragazza, non fai vedere la tua gelosia e questo vale come un punto in più.
Otto e mezzo.
Sei bellissima e questo ti fa ascendere a 6 1/2.
Perché? Perché ti fai desiderare involontariamente e questo mi fa paura.
La paura di perderti ti fa scendere a quattro, perché?
Perché se ti perdessi, mi faresti del male, sentimentalmente e io bisogno di te.
Ecco, questa piccola o forse enorme dipendenza da te, ti ha fatto arrivare a 0.
Perché senza di te, sono zero.
Sei uno 0, con un 1 davanti.
Un dieci.
Perché? Perché mi bastano i tuoi occhi per non pensare a nulla.
Due occhi di color castano scuro che mi hanno fatto perdere la testa.”
“ho capito ora” mi dissi con le lacrime in viso.
Lei è il mio 10.

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