uraganidistrutti:
a me piacciono tutte le cose che scrivi. grazie mille! mi renderebbe stra felice!

Ci siamo conosciuti su Tumblr, un social network che mi ha reso quello che sono.

Ho sempre provato a cercare l’amore in qualcuno pur sapendo che l’amore prima poi arriverà e che non si deve cercare come una caccia al tesoro.

Non credo nelle promesse, nel per sempre o nell’amore, ma credo che solo una volta nella vita ci si innamori di una persona.

Difficile da pensare, vero? “Non credo più nell’amore”.

Troppe delusioni, questo è vero il motivo per la quale non ci credo più e anche per il fatto che tra i due, quello che soffriva di più, ero solo io.

Ci siamo conosciuti su Tumblr, un social network che mi ha reso quello che sono.

Mi scrisse lei, dicendomi che avevo un bel sorriso e che le storie che scrivevo le piacevano.

Cominciammo a scriverci attraverso FanMail finchè un giorno non decisi di lasciarle il mio numero.

"Eccomi" mi scrisse per telefono.

Stavo cercando di uscire da una storia con una ragazza, mai iniziata, che pensavo potesse essere l’Amore della mia vita, ma che come tutte le illusioni che vivevo, si è resa tale anche questa.

Parlammo tanto quella sera, non ricordo esattamente di cosa o di chi, ma parlammo tanto.

Ci scrivemmo ogni giorno, lei non continuava a smettere di ripetermi quanto le piacesse il mio sorriso ed io non smettevo di ripeterle quanto fosse fottutamente bella.

È quasi una settimana che ci scriviamo per telefono, forse anche meno.

Non avevo mai sentito la sua voce mentre lei si, ma solo perchè tempo fa pubblicai delle note audio su Tumblr.

Mi chiese di farle una registrazione vocale per sentire nuovamente la mia voce e iniziò tutto da quel messaggio e ve lo assiciuro che è stata la mia morte.

Nella registrazione, che feci con molto, moltissimo imbarazzo, le dissi “non so cosa dire” e chiusi con una risata stupida.

Ovviamente chiesi anche a lei di farmi una registrazione e lei con molta esitazione e dopo un’infinità di messaggi dove la imploravo, me la fece.

"Bau bau bau" disse questo e fece una risata, come la mia, alla fine.

Le chiesi se fosse stato possibile metterla come suoneria, perchè era una voce che mi tranquillizzava e che per quanto assurdo può sembrare e per quanto io mi trovassi in mezzo a tantissime persone, mi faceva sentire protetto.

Una voce che mi proteggeva, la sua voce, mi ha fatto sorridere e non parlo di un sorriso di quelli fatti solo per dimostrare che va tutto bene, era un sorriso vero.

Come tutte le storie belle, abbiamo anche noi un problema.

La distanza.

Io e lei abitiamo a circa 150 chilometri di distanza e questo mi fa paura, ma quando la vedo, la sento o guardo i video che mi ha mandato questo pomeriggio, me ne fotto.

Me ne frego e sto bene con lei, con me e di quei fottuti numeri che ci dividono, non ne sento nemmeno l’ombra.

Sarà dura, difficile e credo che se ci sarà mai un “noi”, sarà il noi più difficile che io abbia mai vissuto.

Forse la mia nuova paura, sei tu.

gliocchieilcuorepienidite:
Che bei racconti! Ti va di scriverne uno? ;)

“Sai quale è la differenza tra amare ed essere innamorati?” le chiesi e senza che lei mi rispondesse aggiunsi “Puoi amare quante persone vuoi nella tua vita: tua madre, tuo padre, i tuoi fratelli, la tua migliore amica, ma ti innamorerai solo una volta.”

Non rispose, mi continuava a guardare negli occhi in silenzio, ma con una voglia di urlare qualcosa.

“Io amo mia madre, mio padre, mio fratello e tutto il resto della mia famiglia. Amo anche il mio cane, adoro tua madre e tuo fratello, amo la mia migliore amica, ma fanculo. Io sono innamorato di te”

Non rispose, mi fissava, esitava, ma non diceva niente e aveva una voglia di urlare qualcosa.

“Sai come l’ho capito? Quella volta da ubriachi. Mi hai chiesto di baciarti e io l’ho fatto. Non so perché, non so perché lo feci e non so perché me lo chiesi, ma volevo farlo da troppo tempo.

Tu mi hai chiesto di baciarti e io ti ho baciato. Adesso mi dirai che non te lo ricordi, come sempre e fanculo”

Non rispose, abbassò il capo e ogni tanto mi guardava negli occhi, ma stava zitta e sembrava che avesse una voglia di urlare qualcosa.

“Dimmi qualcosa, cazzo, so che vuoi parlare. Mi fai sembrare uno stupido che ti dice queste cose ad alta voce, dimmi qualcosa” le chiesi ormai distrutto e con le lacrime agli occhi.

“Amare, amare, amare” mi urlò.

“Non sai un cazzo, brutto stronzo.” Urlò  ancora più forte e con le mani cominciò a prendere a pugni il mio petto.

“Io..” esitò, ma alla fine disse quella cosa che voleva urlare da troppo tempo “..io sono fottutamente innamorata di te.”

“Cosa?” domandai spaesato, confuso e disorientato.

“Hai capito bene, bastardo che non sei altro, ti amo e non come ami i tuoi familiari o il tuo cazzo di cane o la tua migliore amica. No, no e no. Io ti amo da quella volta che mi hai portato al cinema e un attimo prima che iniziasse il film prendemmo i popcorn con le mani insieme e tu me la presi e la stinsi a te.

Poi tu, tu mi guardasti dritta negli occhi e con quella tua stramaledetta bocca mi sorridesti.” Ce l’aveva fatta, l’aveva urlato non a me o al mondo, a se stessa.

Non risposi,  questa volta non sapevo io cosa dire eppure avevo una voglia di urlare qualcosa, cosi lo feci.

Urlai.

“Cazzo” questo urlai.

“Sai che sono passati due anni da quella sera e che io…” le chiesi e senza che io potessi finire la frase lei aggiunse “…lo so e so anche che è passato circa un anno e mezzo da quel bacio e vuoi la verità? Non ero ubriaca, volevo solo avere una scusa per avere le tue labbra con le mie.”

“Ti amo” le dissi.

“Ma va fanculo, stronzo, io ti amo.” 

controvento94:
Il ricordo più bello della tua infanzia?

È uno dei ricordi più particolari che ho.

Mia madre lavora nella moda ed è sempre in giro per il mondo per lavoro, nonostante la lontananza siamo molto legati.

Quando ero piccolo, lei lavorava soprattutto in Oriente: Cina, Giappone, Corea, Tailandia.

Ricordo che mi portava sempre a casa giocattoli che qui in Italia dovevano ancora uscire, ma non è questo il ricordo di cui voglio parlare.

Mi ricordo che vivevo ancora nel vecchio appartamento, avevo due anni e stavo guardando Re Artù, il cartone della Disney.

 Mia madre chiamò al telefono di casa e rispose mio padre, intanto Artù si era appena trasformato in un pesce insieme a Merlino.

“Amore è la mamma” disse mio padre.

“Mamma, Semola e Merlino sono dei pesci e tu non ci sei… Il pesce cattivo vuole mangiarli, vienimi ad abbracciare che ho paura” le dissi.

Non ricordo altro di quel momento, ma quella parte me la ricordo perfettamente.

Indossavo una tutina blu e una canottiera bianca sotto, era Novembre ed era il giorno del mio compleanno e mia madre come quasi tutti i miei compleanni, non c’era.

,,

"Per favore, ascoltami, non è giusto che tu mi lasci andare cosi, sarei solo vuoto e senza un punto di riferimento." furono le ultime parole che le dissi.
Lei era la persona che sapeva farmi stare bene anche con un solo sguardo e a volte anche con un semplice messaggio.
“Voglio morire fra le tue braccia e vivere attraverso i tuoi occhi” cosi le ripetevo sempre.
La guardavo su quegli occhi color smeraldo che sembravano puri e perfetti allo stesso tempo.
È già passato un anno.
Un anno che è sparita dalla mia vita, che non si fa più sentire e vedere, ma è anche vero che è da più di un anno che non sono mai andato a cercarla.
So dove si trova, so dove abita, ma ho paura.
Paura di vederla e ricadere nel suo stesso sguardo che m’ha fatto innamorare di lei.
In quest’anno non nego di non averla pensata, ma ho cercato di andare avanti senza di lei.
Eppure c’è sempre qualcosa che mi manca, che mi fa stare male se sento il suo nome o se risento la nostra canzone o anche se riguardo i nostri vecchi video insieme.
Ne ho uno dove siamo nel mio letto, avevamo appena finito di fare l’amore ed eravamo nudi sotto le coperte.
Lei prese il mio telefono, accese la telecamera e cominciò a filmarmi.
“Ciao piccolino”
“Ciao stronzetta”
“Cosa mi racconti?”
Mi fermai e lo si vede anche nel video.
“Cosa mi racconti?” ripetè sorridendo.
“Sei bellissima” le risposi guardandola negli occhi.
Finisce cosi il video, perchè dopo rifacemmo l’amore altre tre volte quel giorno.
Ogni tanto risento il suo respiro delicato sul mio collo, poi mi rendo conto che è solo la mia immaginazione che mi gioca brutti scherzi.
Non ho mai trovato nessun’altra come lei, è vero che è passato solo un anno, ma nessuna sarà mai lei.
I suoi occhi erano unici, quello che provavo quando mi guardava era unico, le sue labbra carnose e delicate erano perfette.
Il suo modo di parlare ti faceva stare bene con te stesso e il suo modo di fare ti faceva sentire una persona importante, ma la parte più bella è che lei era mia.
Mi manca.
Cazzo se mi manca.
Darei non so quanto per tornare indietro e rifare l’amore con lei, guardare un film con lei o anche semplicemente guardarla mentre dormiva, sembrava un cucciolo di gatto.
Oggi è passato esattamente un anno da quando le ho detto di non lasciarmi solo ed è esattamente un anno che lei si è suicidata.
Piccola, mi manchi.

ricordounbacio